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rape and kill
Milano estate 2007,
La città come sempre in questi periodi è vuota, il caldo è insopportabile per chi è rimasto.
La notte in pochi prendono sonno, chi non ha la fortuna di avere un condizionatore è costretto a dormire con le finestre aperte.
Le notti d’estate sono per me le migliori, posso agire indisturbato, le opportunità di entrare in azione non mancano, una finestra aperta, una strada deserta, il silenzio della notte.
San siro, quartiere signorile, è quello che fa per me, appartamenti lussuosi, zona tranquilla, poche le persone rimaste, decido che quella notte colpirò lì.
Scavalco con facilità la cancellata di una palazzina di tre piani, mi nascondo fra gli alberi, in tasca ho tutto quello che mi occorre, lo spray narcotizzante, il coltello, per spaventare chi eventualmente mi scoprisse mentre faccio visita al suo appartamento.
Primo piano, la luce accesa attira la mia attenzione, vedo una giovane donna che si aggira seminuda per l’appartamento, esce dalla camera, si dirige in un'altra stanza, non so se è sola in casa, decido comunque di entrare, poi vedrò il da farsi.
Scavalco, in un attimo entro nella camera da letto, capisco subito che sono in un appartamento signorile: i tappeti, i quadri, il lusso si respira nell’aria, non è uno dei soliti appartamenti che visito la notte, qui è diverso, sicuramente c’è una cassaforte, contanti, preziosi.
Sono fortunato, nessun allarme, l’unico rumore è quello della televisione, sono ormai sicuro che la donna sia sola in casa, meglio pensa di essere sola.
La osservo nascosto nel buio, sta guardando la tv sul divano, mutandine e reggiseno sono gli unici indumenti che indossa, capelli mori ricci gli coprono le spalle, ma non sono lì per lei il mio scopo è un altro.
Inizio a cercare, contanti, gioielli, tutto quello che posso portare via, all’improvviso però sento dei passi che si avvicinano, troppo tardi, non ho il tempo per scappare, mi nascondo nel buio.
La donna entra in camera inconsapevole di quello che da lì a poco le sarebbe successo, la aspetto nel buio, nella mano stringo il coltello, mi da le spalle, la afferro da dietro, le tappo la bocca con la mano le punto il coltello alla gola.
Trema, ha paura, sento il suo giovane corpo fremere, ha la pelle morbida e profumata, i seni sodi, la sua paura mi eccita, è in mio potere posso fare di lei quello che voglio.
Terrore è quello che le leggo negli occhi,le dico di non urlare,che se avesse ubbidito non le sarebbe successo nulla di male,le lacrime solcano i suoi occhi neri, tenendo il coltello puntato alla gola, la faccio sedere sul divanetto , il reggiseno si è spostato scoprendole il seno,le lego le mani dietro alla schiena con un lenzuolo, è paralizzata dalla paura,potrebbe gridare ma non lo fa, ha troppa paura,forse s’illude che veramente non le avrei fatto niente.
Eccitato, sono eccitato come non mai, decido che questa notte sarà una speciale.
Piange, mentre le mie mani le accarezzano i seni, mentre la spoglio del reggiseno, la mia eccitazione cresce, sento il cazzo che diventa sempre più duro.
Lei è paralizzata dalla paura, le lecco i capezzoli, con la mano destra le sposto le mutandine, la sua fighetta completamente depilata mi fa impazzire, la tocco,la masturbo mentre continuo a leccarle i seni, ormai sono senza controllo, avidamente le lecco il corpo , continuando a masturbarla, è ormai in mio potere.
Dominare in questo modo quella donna mi eccita,continuo a leccarla, fino alla figa,il cazzo sembra esplodere da quanto sono eccitato,le sue labbra sono invitanti,mi sbottono i pantaloni,la obbligo con forza a prenderlo in bocca.
Le sue calde labbra sul cazzo, la sua paura non fa altro che aumentare la mia eccitazione,in breve tempo raggiungo il massimo dell’eccitazione, non resisto , gli sborro in bocca , la obbligo a bere il mio caldo nettare.
La giovane donna, Jennifer , come lessi due giorni sul giornale, mi supplico di lasciarla stare , di non farle del male,con la voce rotta dal pianto, mi prego di andarmene, anche se mi aveva visto in faccia, non mi avrebbe denunciato.
Silenzio, nella stanza ora c’era un silenzio surreale, le dissi di non aver paura,non le avrei fatto nulla di male, che fra poco me ne sarei andato, dentro di me sapevo benissimo , che appena si fosse liberata, avrebbe chiamato la polizia , l’identikit del mio viso sarebbe finito sui giornali,non avevo altra scelta , la dovevo uccidere.
Eccitato , si ero eccitato dall’idea di quello che da lì a poco avrei fatto, più eccitato di quanto lo fossi mai stato,imbavagliai la donna, lei mi guardò terrorizzata , i suoi occhi incrociarono i miei , chiedendo pietà, l’ultima cosa che vide nella sua giovane vita fu il mio coltello.
Mi sentivo potente come non mai, mi misi alle sue spalle, le misi una mano sulla bocca, nell’altra stringevo il coltello , dopo aver posato la lama sulla sua gola, gliela tagliai,il suo sangue colò sul suo corpo perfetto, morì all’istante , non fece nemmeno a tempo a chiudere gli occhi.
Me ne andai senza prendere niente, avevo avuto quello che volevo, quella notte capii veramente qual era il mio destino, capii veramente chi ero, fu la prima di una lunga serie, avevo appena cominciato non potevo più fermarmi.